{"id":1167,"date":"2015-08-20T14:33:02","date_gmt":"2015-08-20T12:33:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.altenheim-stpankraz.it\/it\/chi-siamo-leer\/geschichte\/"},"modified":"2018-09-18T17:09:41","modified_gmt":"2018-09-18T15:09:41","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.altenheim-stpankraz.it\/it\/chi-siamo\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"[mk_page_section bg_image=&#8221;https:\/\/www.altenheim-stpankraz.it\/pank34_\/wp-content\/uploads\/altenheim-pankraz-hauptbild33.jpg&#8221; bg_position=&#8221;center center&#8221; bg_stretch=&#8221;true&#8221; adaptive_height=&#8221;true&#8221; min_height=&#8221;250&#8243; padding_top=&#8221;0&#8243; padding_bottom=&#8221;0&#8243; el_class=&#8221;big-image&#8221; sidebar=&#8221;sidebar-1&#8243;][vc_column][\/vc_column][\/mk_page_section][vc_row][vc_column][mk_padding_divider size=&#8221;60&#8243;][mk_fancy_title color=&#8221;#a11b2f&#8221; size=&#8221;26&#8243; force_font_size=&#8221;true&#8221; size_phone=&#8221;20&#8243; txt_transform=&#8221;uppercase&#8221; letter_spacing=&#8221;2&#8243; margin_bottom=&#8221;40&#8243; font_family=&#8221;none&#8221; align=&#8221;center&#8221;]Storia[\/mk_fancy_title][mk_fancy_title color=&#8221;#a11b2f&#8221; size=&#8221;16&#8243; font_weight=&#8221;normal&#8221; txt_transform=&#8221;none&#8221; margin_bottom=&#8221;0&#8243; font_family=&#8221;none&#8221;]Uno sguardo al passato[\/mk_fancy_title][vc_column_text]<strong>Il Fondo Poveri<\/strong><\/p>\n<p>Fino alla met\u00e0 del 19\u00b0 secolo, a Ultimo le persone che si trovavano in gravi difficolt\u00e0 sociali e di salute venivano aiutate in prevalenza attraverso il cosiddetto \u201cFondo Poveri\u201d, un istituto molto avanzato per l\u2019epoca. Dal verbale di rendicontazione del \u201cFondo Poveri nella Val d\u2019Ultimo Ufficio distrettuale di Lana\u201d dell\u2019anno 1834, \u201csotto l\u2019amministrazione di Anton Gruber di Obkirch presso San Pancrazio a Ultimo\u201d emerge che al \u201cchirurgo (medico condotto) Settari\u201d venne assegnato un determinato importo in denaro per il vitto e la cura \u201cdel malato Frank Rizzi\u201d, della Val di Non, \u201cnell\u2019infermeria di San Pancrazio\u201d, anche per il riscaldamento della stanza. Dal Fondo Poveri vennero anche pagati spese e onorario al \u201cchirurgo per i farmaci somministrati al povero malato e per altri interventi chirurgici e visite\u201d. Nella casa del \u201cchirurgo giudiziario Alois Settari\u201d, una o due camere erano allestite per casi d\u2019emergenza, per l\u2019assistenza medica.<\/p>\n<p>Venivano versati anche contributi a persone meno abbienti che assistevano familiari bisognosi di cure a casa, come viene illustrato in un caso concreto: \u201cA Kristian Matscher di Zainegg sono stati assicurati 21 fiorini (gulden) per il sostentamento della sorella cieca e demente (debole di mente).\u201d Inoltre venivano distribuite \u201celemosine e contributi\u201d a persone che, come \u201criconosciuto dalla guida spirituale, dal direttore e dai membri della commissione\u201d erano considerate indigenti. Venivano assegnati anche \u201ccontributi scolastici per bambini poveri\u201d. A alimentare il fondo erano diverse fonti: interessi sugli investimenti, \u201cdecime e enfiteusi\u201d, multe (risse, violazioni in locali pubblici, come per esempio i giochi vietati o le trasgressioni all\u2019orario di chiusura), donazioni e la cosiddetta \u201cpercentuale per i poveri dalle aste volontarie\u201d, come viene spiegato nel verbale di rendicontazione sopra citato: \u201cDa Joseph Thaler del casato Eggen di Staffels dalla vendita all\u2019incanto delle vesti della sua defunta sposa Maria Marsoner, l\u20191% di 53 fiorini\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La costruzione delle Case dei poveri a Ultimo<\/strong><\/p>\n<p>Con il tempo si comprese che, se il Fondo Poveri in molti casi poteva mitigare la miseria, non era per\u00f2 sufficiente a aiutare in maniera concreta ed efficiente le persone sole e malate: c\u2019era bisogno di un centro stabile per l\u2019assistenza. Da questa consapevolezza, verso la fine della prima met\u00e0 del Diciannovesimo secolo, in quattro localit\u00e0 della valle cominciarono a sorgere poco a poco dei ricoveri (case dei poveri).<\/p>\n<p>Come risulta da un articolo del 1884 (Der Burggr\u00e4fler, Nr. 94), quello di Santa Valburga fu l\u2019ultimo della serie: \u201cSanta Valburga (Ultimo), 16 novembre. Gi\u00e0 da diversi anni, la frazione del comune di Ultimo beneficia di un ricovero o casa dei poveri; solo Santa Valburga era esclusa da questa norma generale. Ora anche gli abitanti di Santa Valburga sperano di poter dare inizio alla costruzione di questo istituto assistenziale cos\u00ec necessario per i poveri e i malati. Di ci\u00f2 siamo grati soprattutto agli sforzi straordinari del nostro Reverendo Curato M. Platter. Certamente ha gi\u00e0 dovuto superare egli stesso molti ostacoli, ma con l\u2019aiuto attivo del Comune (anche se alcuni contestatori sono contrari) e con le opere di bene di persone generose, presto raggiungeremo l\u2019obiettivo. Il Signore ricompensi l\u2019operoso padre spirituale e i generosi amici dei poveri per la loro magnanima offerta.\u201d Due anni dopo, la costruzione era ultimata; due suore terziarie vi prestavano servizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Casa dei poveri di San Pancrazio fu edificata gi\u00e0 alla met\u00e0 degli anni \u201840. Secondo i racconti tramandati, la forza trainante per la realizzazione di questo istituto sociale cos\u00ec importante fu l\u2019allora parroco Mathias Tr\u00f6ger, che mise anche a disposizione gratuitamente il terreno necessario nel 1847. Di conseguenza, il parroco Tr\u00f6ger viene considerato ovunque come il fondatore della \u201cCasa di riposo San Pancrazio\u201d.<\/p>\n<p>Non esistono atti e ci sono solo pochi documenti scritti con i quali si potrebbe ricostruire la vicenda. Cos\u00ec scrive per esempio Josef Tarneller in \u201cI nomi dei masi nel Burgraviato e nei Comuni limitrofi\u201d (1910): \u201cOspizio. Costruito negli anni Quaranta del secolo passato al posto del fienile Fr\u00fcemess.\u201d Il fienile del podere Fr\u00fcemess, di propriet\u00e0 della Chiesa, fu quindi demolito e al suo posto fu edificato \u201cl\u2019ospizio\u201d.<\/p>\n<p>La posizione era perfetta: sorgeva infatti nelle immediate vicinanze della chiesa, sul vecchio sentiero della Val d\u2019Ultimo. Sempre secondo la tradizione orale, sembra che i soldi necessari alla costruzione siano arrivati in parte da donazioni della popolazione e dalle scorte monetarie del Fondo Poveri. In gran parte, tuttavia, sembra che le risorse siano state assicurate da una considerevole donazione della castellana del tempo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 noto come era organizzata la direzione della Casa dei poveri, ma si pu\u00f2 supporre che all\u2019inizio fosse nelle mani dell\u2019amministrazione del Fondo Poveri. Per il vitto, generalmente si faceva affidamento sulle offerte della popolazione contadina.<\/p>\n<p>Con l\u2019istituzione degli Enti comunali di assistenza (E.C.A.), l\u2019amministrazione della fondazione \u201cCasa di riposo San Pancrazio\u201d fu presa in carico dall\u2019E.C.A. di Ultimo. Quando, nel 1960, San Pancrazio divent\u00f2 un Comune autonomo, fu necessario nominare anche un suo consiglio d\u2019amministrazione. Ancora, tuttavia, non c\u2019erano n\u00e9 statuto n\u00e9 regolamento del personale. Quando, il 1\u00b0 gennaio 1983, tali Enti comunali di assistenza furono nuovamente soppressi, fu necessario redigere lo statuto per dare un fondamento giuridico alla gestione dell\u2019istituto. Nel Bollettino ufficiale della Regione n\u00b0 14 del 24 marzo 1987, fu approvato il nuovo \u201cStatuto per la gestione della fondazione Casa di riposo San Pancrazio\u201d.<\/p>\n<p>Con la legge regionale n\u00b0 7\/2005, nell\u2019agosto 2008 le fondazioni furono trasformate in aziende pubbliche di servizi alla persona (APSP), compresa la Casa di riposo San Pancrazio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Costruzione della nuova Casa di riposo<\/strong><\/p>\n<p>Dopo numerosi lavori di ristrutturazione negli anni \u201860 e \u201870 e a fronte dell\u2019aumento dei requisiti delle case di riposo, nel 1988 si decise di intraprendere un ampio risanamento dell\u2019edificio. Ma, a causa della posizione sfavorevole dello stabile esistente, che rendeva quasi impossibile questa operazione, e su raccomandazione della Commissione regionale per l\u2019assistenza agli anziani, si decise di cambiare l\u2019ubicazione e di procedere, quindi, a una nuova costruzione.<\/p>\n<p>Nel 1996 fu indetto un bando sotto forma di concorso di idee per il progetto definitivo. Non essendo stato assegnato il primo premio, all\u2019architetto Paul Gamber fu assegnato l\u2019incarico di elaborare il progetto preliminare, che fu approvato alla fine del 1997 dalla Giunta comunale e ottenne un giudizio positivo anche da tutte le commissioni comunali e regionali competenti. Una volta assicurato il finanziamento del progetto, il 3 aprile 2000 iniziarono i lavori, completati nell\u2019ottobre del 2002. L\u20198 gennaio 2003 ebbe luogo il trasferimento nella nuova struttura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>125 anni di Suore dell\u2019Ordine Teutonico al servizio dei poveri e dei malati a San Pancrazio<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1887, probabilmente a causa della carenza di personale d\u2019assistenza idoneo, l\u2019amministrazione della frazione (allora tutta la Val d\u2019Ultimo era un unico Comune) invi\u00f2 alla superiora provinciale delle Suore dell\u2019Ordine Teutonico di Lana una richiesta, con la preghiera di \u201cmettere a disposizione tre suore per la cura dei poveri del Comune nel ricovero e per il servizio scolastico\u201d. La richiesta fu accolta e, nel giorno di San Martino del 1887, due suore dell\u2019ordine presero servizio nell\u2019istituto. Una suora entr\u00f2 nel servizio scolastico. Per molti decenni, le due suore guidarono senza \u201caiuto mondano\u201d la Casa dei poveri, che in origine era destinata solo ai \u201cpoveri del Comune\u201d. Come emerge dalle annotazioni nel \u201cregistro del ricovero\u201d, venivano accolti e curati anche molti giovani e bambini. La Casa dei poveri divenne una specie di \u201cospedale del paese\u201d. Molte partorienti vi si recavano per il parto. Le infermiere, invece, venivano mandate spesso nelle case per fare le iniezioni ai malati.<\/p>\n<p>Fino alla costruzione del nuovo palazzo comunale (1973), la Casa di riposo ospitava anche l\u2019ambulatorio medico. Il medico condotto vi prestava servizio due volte la settimana.<\/p>\n<p>Fino alla fine del 2012, quindi per ben 125 anni, hanno lavorato nella Casa di riposo San Pancrazio complessivamente 59 suore dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Dal 1887 al 1913, ben cinque suore hanno insegnato nella scuola di San Pancrazio. Dopo la prima guerra mondiale, con l\u2019abolizione dell\u2019insegnamento del tedesco, le suore persero la loro cattedra. Solo nel 1962, dopo oltre 50 anni, con suor Hiltraud Unterkalmsteiner, attuale superiora provinciale, una suora dell\u2019Ordine Teutonico torn\u00f2 a operare come insegnante a San Pancrazio. Abitava nella Casa di riposo e ha continuato a insegnare fino al 1988. Suor Hiltraud annotava nel suo resoconto: \u201cLe Suore dell\u2019Ordine Teutonico ripensano volentieri al tempo trascorso a San Pancrazio, dove hanno goduto di grande stima da parte della popolazione\u201d.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 2013, l\u2019ultima Suora dell\u2019Ordine Teutonico rientrava nel convento di Lana, dopo 30 anni di servizio nella Casa di riposo San Pancrazio. La popolazione di San Pancrazio e la Casa di riposo San Pancrazio hanno saputo apprezzare il servizio disinteressato che le Suore dell\u2019Ordine Teutonico hanno prestato nel corso degli anni a favore dei malati e dei bisognosi e le ringraziano con un caloroso \u201cDio ve ne renda merito\u201d.[\/vc_column_text][mk_padding_divider size=&#8221;60&#8243;][mk_gallery images=&#8221;734,728,733&#8243; height=&#8221;250&#8243; hover_scenarios=&#8221;none&#8221; item_spacing=&#8221;10&#8243; orderby=&#8221;post__in&#8221; item_id=&#8221;1410429860-541173a4070cb&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[mk_page_section bg_image=&#8221;https:\/\/www.altenheim-stpankraz.it\/pank34_\/wp-content\/uploads\/altenheim-pankraz-hauptbild33.jpg&#8221; bg_position=&#8221;center center&#8221; bg_stretch=&#8221;true&#8221; adaptive_height=&#8221;true&#8221; min_height=&#8221;250&#8243; padding_top=&#8221;0&#8243; padding_bottom=&#8221;0&#8243; 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